Vypracovala: Nikola Turbáková
La casa, un semplice edificio come gli altri? Sicuramente no!
Ognuno percepisce la vita diversamente e da questo dipende anche il suo rapporto verso gli altri e anche verso la propria casa.
Per qualcuno la casa è forse solo un luogo per dormire o riposare, perchè lavora dalla mattina alla sera. Per qualcun’altro la casa è un luogo dove trascorre le giornate libere insieme ai suoi familiari, un luogo dove si rifugia nel caso dei problemi al di fuori della vita privata...
Io e la mia famiglia abbiamo cambiato più volte la casa. Ma solo in una di queste mi sentivo davvero a casa. Era un appartamento di media grandezza, nè troppo piccolo nè troppo grande. Si trovava in una città piccola e in un quartiere grande ma molto bello, non lontano dal centro e dall’asilo nido e dalla scuola elementare e media. Di fronte al condominio c’era un grande campo dello sport, in cui spendevo il tempo libero con i miei amici.
Appena si entrava nella nostra casa c’era un piccolo corridoio. Subito sulla destra c’era un piccolo stanzino con un grande armadio per appendere le giacche e i cappotti e una grande scarpiera per tutte le nostre scarpe. Sulla sinistra avevamo cucina, una cucina sempre piena di bei odori del cibo, perchè i miei genitori erano i grandi cuochi. Mio padre faceva spesso degli esperimenti in cucina, s’inventava delle ricette e ci faceva assaggiare le sue specialità. Il soggiorno, con il balcone, era la nostra camera più grande. A mia mamma piaceva sempre spostare i mobili in questa camera. Spostava il divano, la televisione, i quadri... per tenerla sempre nello stile. Infatti, il soggiorno era la nostra stanza preferita. Il comodissimo e grande divano di pelle adoravamo tutti. Ma forse mia sorella di più. Era capace di rimanere sdraiata su quel divano, davanti alla televisione, le ore. Per lei era un relax. Il soggiorno era diviso dalle due camere da letto da un corridoio enorme, in cui spesso io e mia sorella facevamo dei giocchi più pazzi. Giocavamo a calcio con la palla da pallavolo oppure prendevamo tutti i cuscini, li buttavamo lì per terra e saltavamo... Io e mia sorella non avevamo le camerette proprie, ma avevamo una cameretta in comune. Non era male, perchè la sera quando andavamo a dormire ci raccontavamo tutto ciò che ci è successo durante la giornata e ci facevamo delle risate... Solo nei casi in cui litigavamo c’erano dei problemi. Me lo riccordo come se fosse oggi. Mia sorella prendeva i libri e divideva la nostra camera in due parti uguali e guai se io passavo dalla sua parte o lei dalla mia. Nella nostra cameretta c’erano anche due scrivanie su cui facevamo i nostri compiti. Oltre a questo ognuna aveva il proprio armadio e quindi anche il proprio spazio per le sue cose. Sulle pareti, invece, attacavamo i poster dei nostri gruppi o cantanti preferiti. La camera dei miei genitori era un po’ più grande di quella nostra. Di fronte al letto matrimoniale c’era un armandio grandissimo di color giallino, a fianco al quale c’era una piccola TV.
Di questa casa ho tantissimi riccordi anche perchè in questo appartamento ho trascorso una buona parte della mia infanzia e della mia gioventù. Era la casa in cui sono cresciuta e cambiata e soprattutto era il posto in cui mi sentivo sicura, protetta dal male e amata dalla mia famiglia.
La casa in cui vivo adesso è molto bella, spaziosa e si trova in un posto tranquillo. È il tipo di casa che vorrei avere da grande.
Nel mondo di oggi, però, non mi piacerebbe vivere in campagna anche se in campagna la vita è forse più tranquilla rispetto alla città. Ho sempre vissuto solo in città e forse sono abituata ad uno stile di vita diverso rispetto agli altri. Secondo me in città le persone giovani hanno più possibilità per far vedere le proprie capacità e per trovare la strada giusta per quanto riguarda o lo studio o il lavoro... Anche nelle città esistono dei quartieri tranquilli e quindi si può vivere in città ma nello stesso tempo anche in calma e in tranquillità.
Da quando ero piccola ho sempre sognato di abitare in una casa grande con la piscina. Oggi vorrei avere la casa al mare. Vorrei vivere in una città non troppo grande perchè tanto caos non fa per me, ma in un posto che avrebbe tutto – i negozi, i ristoranti, i bei locali, l’università...
Spero che un giorno potrò realizzare questo mio sogno.
Oltre a tutte queste cose mi fanno tanto pena i senzatetto, le persone che non hanno la casa, le persone che non hanno il rifugio o un riparo per esempio dal temporale... È triste vedere come queste persone dormono per le strade oppure chiedono dei centesimi per poter mangiare. Questi casi sono forse quelli peggiori. Qualche volta regalo anch’io a queste persone qualche soldo.
Il fatto è che nella società odierna l’economia di molti Stati sta peggiorando e sta diventando sempre più difficile per i giovani comprarsi una casa. Molti giovani pagano l’affitto, gli altri vivono con i genitori fino a quando non hanno risparmiato qualcosa, gli altri cercano di prendere un mutuo che forse sembrerebbe la soluzione migliore. Per i giovani, però, non è facile riuscire a prendere il mutuo. Prima di tutto devono avere un lavoro sicuro e in alcuni casi anche il garante. Pagare le rate mensili è una grande responsabilità e non tutti ci riescono.
Forse è la colpa dello Stato. Se lo Stato avrebbe abbassato i costi e i prezzi delle materie prime e soprattutto del cibo forse ci sarebbero più persone che potrebbero permettersi ad avere la propria casa.
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