Vypracovala: Nikola Turbáková
Il Natale è la festività cristiana che celebra la nascita di Gesù. Cade il 25 dicembre (e il 7 gennaio nelle Chiese ortodosse slave e copte che adottano il calendario giuliano). Il termine “Natale” deriva dal latino “natalis” che significa “relativo alla nascita”. Il Natale è festa più sentita tra i cristiani ma non è quella più importante. La festa più importante è Pasqua.
Alla festa del Natale sono strettamente legate la tradizione del presepe (di origine medievale) e l’addobbo dell’albero di Natale (la tradizione diffusasi dal Nord Europa). La festa ha negli ultimi anni assunto anche un significato laico – legato allo scambio di regali, alla famiglia e a figure del folclore come Babbo Natale.
Il Natale è preceduto da un periodo di quattro domeniche e viene chiamato Avvento. Questo periodo dura da un massimo di quattro settimane (se il Natale cade di domenica) ad un minimo di 3 settimane più un giorno (se Natale cade di lunedì). Avvento è il periodo per la preparazione al Natale, così come la Quaresima è il periodo per la preparazione alla Pasqua. Invece, nei riti cristiani occidentali segna l’inizio del nuovo anno liturgico.
Il Natale è una festa accompagnata da diverse tradizioni sociali e religiose che spesso variano da regione a regione, da paese a paese. Uno dei simboli del Natale, molto importante per gli italiani, è il presepe. Il presepe è una tradizione medievale che risale a San Francesco d’Assisi, e rappresenta la nascita di Gesù. Il presepe moderno indica una ricostruzione tradizionale della natività di Gesù, con tutti i personaggi e i posti della tradizione (dalla grotta alle stelle, dai Re Magi ai pastori, dal bue e l’asinello agli agnelli etc.), in forma iconografica o in forma vivente che sarebbe una breve rappresentazione teatrale dedicata alla rappresentazione della nascita di Gesù. Un presepe molto particolare, in Italia, è quello di Villar Focchiardo in Valle di Susa. È il presepe costituito da 270 figure in legno a grandezza naturale. Tutte le figure sono esposte nei cortili e nelle vie del paese dal 8 dicembre al 5 gennaio.
Un altro simbolo, sempre molto importante, del Natale è l’albero di Natale che in genere è un abete. L’albero viene addobbato con piccoli oggetti colorati, come per esempio i fiocchi colorati di tessuto, le palline, le campanelle e le pigne realizzate in vetro soffiato oppure in materiali ricoperti da una vernice colorata o riflettente o spruzzate d’argento, oro, o bianco , luci, festoni, dolciumi, piccoli regali impacchettati e altro. Sulla cima dell’albero si pone un addobbo a forma di stella che dovrebbe rappresentare la stella cometa. Le decorazioni meno comuni che hanno, però, una certa tradizione sono: la frutta secca, certi tipi di frutta colorata come per esempio le arance, i biscotti allo zenzero, le decorazioni in pasta di sale o marzapane, piccoli personaggi come Babbo Natale, angeli, renne e così via, o giocattoli. I colori più tradizionali delle decorazioni natalizie sono il rosso, l’oro e il blu.
L’albero si tiene in casa, ma può essere tenuto anche all’aperto, e si prepara qualche giorno o qualche settimana prima di Natale (ma di solito l’albero viene addobbato nel giorno dell’Immacolata concezione che cade l’8 dicembre). Ai piedi dell’albero di Natale (quello che è collocato in casa e non fuori) vengono posti i regali di Natale impacchettati, i quali potranno essere aperti solo nel giorno della festa.
Invece a Milano, secondo la tradizione, l’albero viene addobbato il 7 dicembre, nel giorno di Sant’Ambrogio, patrono della città.
Un altro simbolo del Natale, preferito soprattutto dai bambinibè la figura di Babbo Natale, il quale la sera della vigilia di Natale distribuisce i diversi regali ai bambini.
Ma qual’è origine di questo personaggio? In verità, tutte le versioni del Babbo Natale moderno derivano dallo stesso personaggio storico. Si tratta del vescovo, il quale è poi diventato santo, Nicola, proveniente dalla città di Myra (antica città dell’odierna Turchia). Il vescovo Nicola, noto non solo sotto il nome di San Nicola di Myra ma anche sotto i nomi di San Nicola di Bari, San Nicola Magno, San Niccolò e San Nicolò, esortava tutti gli altri parroci della sua diocesi a diffondere il cristianesimo in tutti i luoghi in cui i bambini non avevano la possibilità o la voglia di recarsi in chiesa anche a causa del freddo invernale, che costringeva molti a non uscire di casa. Il vescovo esortava i parroci di recarsi da questi bambini portando loro un regalo e “sfruttare” questa occasione per spiegare ai bambini chi era Gesù Cristo e che cosa aveva fatto per l’intera umanità. I parroci portavano con sè un sacco pieno di regali e raggiungevano i bambini anche mediante le slitte trainate da cani. La leggenda di san Nicola è alla base della grande festa olandese di Sinterklaas (il compleanno del Santo) che, a sua volta, ha dato origine al mito ed al nome di Santa Claus nelle sue diverse varianti.
Secondo la tradizione, sia in Italia che negli Stati Uniti, la sera della vigilia di Natale si lasciano un bicchiere di latte e dei biscotti per Babbo Natale. Un’altra abitudine è quella di scrivere una lettera a Babbo Natale. Questa tradizione natalizia risale a molto tempo fa. Nelle lettere i bambini scrivono tutto ciò che desiderano ricevere e trovare sotto l’albero di Natale. Nella lettera non deve mancare la dicchiariazione di esser stati buoni tutto l’anno.
Nel periodo di Natale non manca sicuramente il calendario d’avvento e lo scambio di auguri e doni.
In Italia il 6 gennaio, il giorno dell’Epifania, cioè dei Re Magi, si festeggia in modo diverso rispetto agli altri paesi. Quel giorno gli italiani festeggiano la Befana che secondo la tradizione viene rappresentata come una donna anziana che vola sulla scopa e nella notte tra il 5 e il 6 gennaio visita i bambini portando loro nelle calze dei regali. I bambini lasciano le calze vuote appese sul camino o vicino a una finestra. In molte case lasciano per la befana, per attirarla benevolmente, un piattino con qualcosa, per esempio con un mandarino, un’acciuga, un pezzo di aringa affumicata o le cipolline sotto aceto e un bicchiere di vino rosso. Se i bambini hanno fatto bravi e sono stati buoni, la mattina del 6 gennaio, troveranno nelle calze delle caramelle, cioccolatini, caramelle alla frutta, mandarini, noci, frutta secca e piccoli regali. Invece se i bambini non sono stati buoni e non hanno fatti bravi nelle calze troveranno carbone (ma oggi si usa un preparato in zucchero colorato di nero a forma di carbone e molto duro da masticare).
Ci sono varie versioni di come è nata questa “festa”, questa tradizione. Secondo una versione “cristianizzata”, i Re Magi, erano diretti a Betlemme per portare i doni a bambino Gesù, però non riuscivano a trovare la strada ed allora hanno chiesto le informazioni ad una signora anziana. I Re Magi volevano che la donna li accompagnasse fino al piccolo Gesù ma non sono riusciti a convincerla. In seguito, la donna si è pentita ed allora ha preparato un cesto di dolci, è uscita di casa e si è messa a cercarli. Non ci è riuscita e per questo si fermava ad ogni casa, che trovava lungo la strada, e donava i dolcetti ai bambini che incontrava sperando che uno di questi fosse il piccolo Gesù. Da allora girerebbe per il mondo, facendo regali a tutti i bambini, per farsi perdonare.
Použitá literatúra:
http://it.wikipedia.org/wiki/Natale
http://it.wikipedia.org/wiki/Avvento http://it.wikipedia.org/wiki/Presepe http://it.wikipedia.org/wiki/Albero_di_Natale http://it.wikipedia.org/wiki/Babbo_Natale
http://it.wikipedia.org/wiki/Befana