Vypracovala: Nikola Turbáková



 

Ultimamente si sono fatte delle ricerche per sapere come gli italiani fanno la spesa in questo periodo di crisi che ha inciso anche sull’Italia.


Dalle ricerche si è visto che la percentuale più corposa degli italiani fa la spesa una o due volte alla settimana sprecando poco meno di un’ora alla settimana e soprattutto tra gli scaffali del supermercato. Non si usa più di fare la spesa quotidianamente. Addiritura una certa percentuale della popolazione italiana fa la spesa solo una volta al mese. Questa nuova tendenza di non acquistare più il cibo fresco ogni giorno rispecchia la crisi economica che gli italiani stanno vivendo. Acquistare una volta alla settimana ha anche dei suoi vantaggi perchè per esempio aiuta nella conservazione dei prodotti e limita gli sprechi alimentari che sono spesso causati dalla deperibilità e dal mancato rispetto delle scadenze dei prodotti. Si è calcolato che circa un terzo del cibo che gli italiani hanno acquistato nell’arco del 2010 è finito nella spazzatura. Facendo un discorso economico, a causa degli sprechi viene buttato ogni anno cibo sufficiente a nutrire ben 44 milioni di persone (pari a tutta la Spagna, tanto per fare un esempio), per un valore di circa 37 miliardi di euro. Visto la crisi che sta rovinando anche l’Italia, la popolazione italiana si sta rendendo conto che davvero bisogna ridure gli sprechi. Proprio per questo motivo negli ultimi anni gli italiani stanno preferendo di fare la spesa meno spesso, per esempio una volta alla settimana. Ai consumi maggiori per le famiglie italiane appartiene, dopo l’abitazione, la spesa alimentare. La spesa media mensile di ogni famiglia effettua è di circa 460 euro, anche se tra Nord e Sud vi sono notevoli differenze. Acquistare i generi  alimentari nel miglior modo possibile è una necessità, che non aiuta soltanto a risparmiare, ma anche ad evitare che troppo cibo venga sprecato e finisca nella spazzatura.


Dalle ricerche si è visto che gli italiani si sono resi conto della crisi economica e che cercano di risparmiare tagliando dei consumi... La crisi ha cambiato soprattutto il menu degli italiani. A tavola portano più pasta e meno bistecche, comprano meno pesce ed ortofrutta e acquistano più pane e carne di pollo. Per molti italiani, la tradizione di fare la colazione al bar con un bel caffè o il cappuccino e con dei cornetti freschi è diventata il passato. Per il fatto della crisi gli italiani preferiscono di fare la colazione a casa con latte ed i biscotti. Ultimamente si è registrato un aumento degli acquisti di caffè macinato, latte, biscotti, miele e di fette biscottate. La stessa cosa vale anche per i pranzi e le cene che sono sempre di più preparate in casa. Questa cosa ha invece fatto aumentare l’acquisto di olio d’oliva e di vini tipici. Le statistiche hanno fatto vedere che gli italiani hanno diminuito le spese anche per il tempo libero, cioè per: divertimenti, hobby, cinema, teatro e abbonamenti a giornali e riviste etc.


Secondo dati Istat, la spesa media di una famiglia italiana, tra alimentari e prodotti per l’igiene personale e per la casa si prende il 20% del bilancio totale annuale familiare. Si è scoperto che scegliendo bene dove fare la spesa si può risparmiare fino a 1500 € all’anno e rinunciando ai prodotti di marca si può risparmiare fino a 3500 € all’anno. Anche i prodotti che non sono di marca sono buoni. Solo che gli italiani non acquistano molto questi prodotti perchè non sono pubblicizzati. Ma adesso nel momento di crisi economica hanno capito che è meglio risparmiare ed allora hanno deciso di acquistare anche i prodotti che non sono di marca. Il risparmio annuo, per quanto rigurda la spesa, di 1500€ o di 3500€ è un bel risparmio! Nei supermercati non si vendono solo i prodotti di marca, basta solo guardare bene tutti i prodotti ed i prezzi e non vergognarsi di mettere nel carrello i prodotti scontati o quelli con un marchio sconosciuto.


Tranne i grandi supermercati, in Italia ci sono anche i negozi di sconto, i cosidetti discount store. Il discount è un punto di vendita all’interno del quale è possibile trovare merce a prezzi più bassi rispetto ad analoghi prodotti venduti in altre tipologie di negozi. Tale caratteristica viene perseguita dal punto vendita attraverso precise scelte commerciali, che possono essere: minor assortimento, vendita di marchi commerciali meno conosciuti, abbattimento dei costi per il personale e per l’allestimento, abbattimento delle quote di guadagno percentuale (con l’obiettivo di aumentare il quadagno complessivo puntando al volume di vendita), ottimizzazione dei sistemi di distribuzione e di approvvigionamento. Sebbene in massima parte il discount punti alla vendita di prodotti alimentari, esistono discount specializzati anche in altri settori.


Il discount commercializza prodotti tendenzialmente non di marca anche se gran parte dei prodotti vengono fabbricati da aziende molto note e con marchi prestigiosi.

 

I prodotti sono per la maggior parte commercializzati con marchi propri del distributore.


Allora, cosa conviene nel momento di crisi? La maggior parte degli italiani nel periodo di crisi ha scelto di risparmiare sulla spesa perchè se si scelgono i prodotti di marca in offerta si può risparmiare 24% di spesa, se si scelgono i prodotti col marchio dell’insegna del supermercato si può risparmiare 38% di spesa, si può risparmiare 55% se i prodotti sono sempre quelli primo prezzo, e se si abbandonano completamente i prodotti di marca e si scelgono quelli dell’hard discount ci si può risparmiare 61% arrivando così al risparmio annuo fino a 3500€.



 

Použitá literatúra:


  • http://notizie.guidaconsumatore.com/005792_gli-italiani-fanno-la-spesa-una-volta-al-mese/

  • http://www.altroconsumo.it/vita-privata-famiglia/supermercati/speciali/supermercati-scegliere-bene-per-risparmiare

  • http://it.wikipedia.org/wiki/Discount