Vypracovala: Nikola Turbáková
Per alcuni i giovani sono i barbari che si sono allontanati dalla cultura e dalla lettura e dai valori tradizionali. Altri invece ammirano la loro conoscenza con la tecnologia di oggi. Ma come sono in realtà i giovani italiani? Sono simili a quelli slovacchi. Ci si può conoscere una ragazza o un ragazzo in tutti i luoghi possibili. Con i giovani è facile. Li possiamo incontrare dovunque. E quindi anche loro riescono a conoscersi in tutti i posti del mondo. I giovani si conoscono per esempio mentre aspettano il treno alla metropolitana, mentre fanno jogging al parco oppure durante la solita corsa sui pattini o anche mentre camminano per strada. Per strada li incontriamo di solito con le cuffie ed il loro Mp3 in una mano con il telefonino nell’altra dal quale stanno mandando un sms a qualche amico o a qualche amica. Riescono a fare più cose insieme. Le nuove tecnologie sono il loro forte che non li complica la vita, al contrario la semplifica.
Forse la gioventù di oggi non scrive più le lettere a mano come si faceva una volta e non ha un grande rapporto con la carta stampata, cioè con il libro, ma le è rimasto il piacere per la musica, per il ballo e per il cinema. Infatti, appena si avvicina il venerdì il fine della settimana è già perfettamente pianificato. Di solito si va in discoteca o anche al cinema. Si ha abitudine però di andare prima in qualche pizzeria a mangiare la pizza. Sono generazioni cresciute accanto ai computer, alla musica ed ai videoclip. Non gli costa niente di scaricare le loro canzoni preferite o i video oppure anche i film dall’internet. Non hanno nessun problema di scrivere delle email o di chattare. Proprio per questi motivi vengono definiti multimediali. Anche le ultime indagini hanno confermato che non possono fare a meno dell’uso del telefono cellulare e del collegamento ad Internet.
I giovani danno tanta attenzione alle nuove tecnologie e questo testimonia la loro rassegnazione sociale: s’adattano a tutto; cercano modelli e ricopiano gusti e mode diffusi dai media. Il telofono, la macchina, l’abbigliamento, i diversi accessori diventano degli status symbol. Alcuni psicologi dicono che tutto questo è forse solo la maschera per nascondere il loro profondo senso di malessere e disagio sociale. Il bello non equivale al pratico e al funzionale, e spesso è addirittura il contrario.
Ai giovani viene spesso anche rimproverato un rapporto problematico con il denaro e l’inacapacità di gestirlo in maniera razionale. Spesso però ci si dimentica del ruolo che la società contemporanea ci gioca. Sì, forse i giovani spendono tanti soldi senza pensarci e senza mettersi qualcosa da parte. Ma forse è anche l’epoca che li obbliga a fare così. Il fatto è che molti giovani hanno difficoltà economiche e non riescono a trovare un posto nella società. Spesso però possiedono due cellulari ed i vestiti alla moda firmati e nessuno si sarebbe mai immaginato che proprio quei ragazzi provengono dalle famiglie povere e non ce la fanno a diventare autonomi, perchè non riescono a trovare un lavoro stabile in grado di mantenerli. Lo fanno soltanto per sentirsi parte di qualcosa, per sentire che anche loro appartengono alla società. Infatti, oggigiorno è proprio il precariato una delle loro preoccupazioni più grandi. Nel mondo di oggi, con la situazione che ci sta sul mercato del lavoro, non è facile. Ci vuole tanto impegno e tanta pazienza e veramente anche tanta forza.
Anche se qualche volta sembra che i giovani di oggi non sono educati hanno anche un altro volto. Sanno essere molto convincenti e ambiziosi nel perseguire i propri obiettivi. Quando si prendono qualcosa in testa, co vanno proprio in fondo, anche se ci dovessero andare con la testa contro il muro. Sono per esempio loro che prendono parte alle manifestazioni ambientaliste o occupano le città durante i G8. Sono i giovani che prestano servizio sociale, visitano i malati, assistono gli anziani e cercano di aiutarli. Oltre a questo sono proprio loro che non s’accontentano soltanto di un lavoro così. Per esempio con un diploma di laurea in mano e una buona conoscenza delle lingue non vogliono o non possono permettersi di essere disoccupati, nè di lavorare da stagisti o praticanti senza una retribuzione adeguata, nè di lavorare in un call center. Sono i giovani e quindi oltre al divertimento pensano anche al loro futuro. Anche se non sempre sembra così. Vogliono assicurarsi una cosa stabile per loro, per poter vivere bene e per poter accasarsi e stare bene. Infatti tra di loro si trovano anche quelli che a ragion veduta fanno le valigie e vanno a lavorare all’estero, dove non conoscono nessuno ma dove hanno la possibilità di realizzarsi.
Ed i giovani slovacchi? Sono diversi? No, non sono per niente diversi. Anche loro se non hanno grandi possibilità di realizzarsi nel loro Paese prendono le valigie e vanno all’estero per cercare la fortuna e le possibilità dalle altre parti del mondo. Ma la maggior parte dei giovani slovacchi è occupata negli studi. Tanti studiano nella capitale della Slovacchia, cioè a Bratislava. Le università in Slovacchia hanno a disposizione degli studentati, cioè le case dello studente. Queste sono destinate ai ragazzi che provvengono dalle città lontane. Chi non riceve la camera deve trovare un’altra soluzione ed allora deve cercare un alloggio in affitto. Esattamente come gli studenti in Italia. Per esempio, una casa con quattro camere ospita quattro persone. Ognuno ha la propria stanza per vivere. La cucina ed il bagno è l’unico per tutti. I ragazzi così pagano l’affitto per la camera. Un alloggio così è sempre più caro rispetto alla casa dello studente. Però i ragazzi ce la fanno. Molti durante gli studi all’università si trovano per esempio il lavoro part-time che li permette sia di lavorare che di studiare. Chi vuole ce la fa. Basta volerlo.
Perciò non bisogna dire che tutti i giovani sono pigri e che pensano solo al divertimento. Ci sono anche quelli bravi, pieni di voglia di imparare le cose nuove.
Použitá literatúra:
Mgr. Magda Kučerková, Phd., Dr. Daniela Laudani, Leggere e capire l’Italia, učebnica talianskeho jazyka a kultúry, ENIGMA PUBLISHING s.r.o., Nitra