Vypracovala: Nikola Turbáková
Difficoltà economiche delle famiglie italiane
In Italia continua a crescere la pressione fiscale. Le famiglie sono schiacciate dalle tasse; il Pil pro capite scivola sotto la media Ue.
Secondo gli ultimi dati dell’Istat (2014), che si riferiscono nella maggior parte dei casi al 2012, risulta che in difficoltà economiche è una famiglia su quattro. Queste famiglie sono in una situazione di ''deprivazione'' ovvero hanno almeno tre dei 9 indici di disagio economico: tra questi, ad esempio, non poter sostenere spese impreviste, arretrati nei pagamenti o un pasto proteico ogni due giorni. L'indice è cresciuto dal 22,3% del 2011 al 24,9% dell'anno successivo.
Sei famiglie su dieci vivono con meno di 2.500 euro al mese: nel 2011 circa il 58% dei nuclei ha conseguito un reddito netto inferiore all'importo medio annuo di 29.956 euro, circa 2.496 euro al mese. Quasi cinque milioni di persone nel 2012 erano in condizioni di povertà assoluta: le persone erano concentrate soprattutto nel Mezzogiorno.
A parità di potere d'acquisto, il Pil italiano risulta inferiore a quello medio dell'Ue a 27 membri. Mentre nel 2000 il Pil pro capite dell'Italia era più alto di quello della media Ue del 17,3%.
Nel 2012 il tasso di disoccupazione giovanile in Italia ha raggiunto il livello più elevato dal 1977, al 35,3 per cento; in Calabria e Campania il tasso di senza lavoro, nel 2012, ha toccato la soglia record del 19,3% contro una media nazionale del 10,7 per cento.
Oltre a questi fatti, l’Italia per importanza demografica è il quarto Paese europeo. Ha 59 milioni 685 mila abitanti peròcontinua ad invecchiare. Al 1 gennaio 2012 ci sono 148,6 anziani ogni 100 giovani. In Europa solo la Germania presenta un indice di vecchiaia più accentuato (155,8 anziani ogni 100 giovani). La regione che si conferma più anziana è la Liguria (236,2 anziani per 100 giovani), mentre la Campania, con un indice per la prima volta superiore a 100, la regione più giovane.
Tutto questo accade perchè in Italia sono in aumento nuclei familiari in cui i genitori hanno a carico figli ormai adulti. Questo tipo di comportamento viene chiamato sindrome del ritardo o del rinvio, perchè si deve al continuo rinvio, da parte dei giovani, della fine degli studi, dell’ingresso nel mondo del lavoro, dell’uscita dalla famiglia di origine e poi anche della formazione di una nuova. Per tutto questo tempo i figli dipendono economicamente dai genitori. Alla base della lunga permanenza nella famiglia di origine, hanno sempre dominato più i fattori culturali, al Nord, e quelli connessi alle difficoltà economiche, al Sud. Negli ultimi anni è dovuto soprattutto alla crisi del mercato del lavoro e al basso salario di ingresso. Inoltre, molti giovani, nel momento in cui cercano un impiego, hanno delle ricchieste ben precise: vogliono un lavoro stabile che possibilmente non li costringa a trasferirsi.
Molte volte è un problema perchè non sempre è questa cosa possibile.
Interessante è anche il fatto che nonostante la crisi economica ed anche quella di vendite del settore automobilistico, che negli ultimi tempi ha continuato ad aggiornare record negativi, l'Italia è tra i Paesi più motorizzati in Europa con 62 auto ogni 100 abitanti, seconda sola al Lussemburgo e tra i luoghi con più vetture nel mondo. L'affollamento di vetture non corrisponde a una crescita degli incidenti: tra il 2002 e il 2012 si sono quasi dimezzati i morti su strada, passando da 6.980 a 3.653. Nel 2012 sono morte sulle strade 60,1 persone ogni milione di abitanti (erano 122 nel 2002), un comunque dato ancora superiore alla media europea (54,9).
Použitá literatúra:
Mgr. Magda Kučerková, Phd., Dr. Daniela Laudani, Leggere e capire l’Italia, učebnica talianskeho jazyka a kultúry, ENIGMA PUBLISHING s.r.o., Nitra
http://www.repubblica.it/economia/2014/02/11/news/istat_noi_italia_2013-78270506/
http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Una-famiglia-su-quattro-in-difficolta-economiche-pres
sione-fiscale-alle-stelle-italia-fanalino-di-coda-per-competitivita-7cf5123b-fd2f-42e3-a240-2d0
e7e792384.html?refresh_ce