Vypracoval: Jakub Vallo
Per capire veramente e profondamente l´impatto del progresso, dello sviluppo tecnico (preceduto inevitabilmente da quello scientifico) sulla vita della specie umana sul nostro Pianeta, bisogna essere sempre in grado di èguardarsi alle spalle, di osservare con attenzione (ed amore!) le cose passate, dimenticate, messe in disparte... insomma, in un certo senso morte. Solo cosi, paragonandole con tutto quello che ci circonda e ci rende la vita di tutti i giorni piu dinamica e sopratutto piu piena, possiamo cogliere e capire meglio l´importanza del progresso, in tutti i sensi di questa parola. Ma qui forse commettiamo anche un errore: guardiamo troppo spesso con una certa incredulita gli oggetti, gli strumenti, gli arnesi che i nostri antenati utilizzavano nella vita di tutti i giorni. E troppo spesso, perfino con un sentimento di derisione, ci chiediamo: ma come, potrebbe essere veramente possibile che la gente come noi utilizzava, una volta, questo strumento o questo mezzo di trasporto o questa macchina per scrivere, per cucire, per andare “in bicicletta”? Ovviamente dimenticando che inevitabilmente, fra cento o mille anni, non importa, altri come noi guarderanno con la similissima derisione i nostri preziosissimi PC, i nostri telefonini, le nostre machine velocissime e via elencando. Percio propongo alla mia generazione di guardare con l´umilta, con l´ammirazione e con la stima profonda le cose del passato, di guardarle come un passaggio inevitabile, una fase indispensabile sul cammino verso di noi, verso la modernita e naturalmente verso il futuro che sara anche – se non sopratutto – nostro.
La storia della presenza degli uomini sul pianeta Terra è portata in avanti e sempre in avanti proprio dal progresso scientifico legato strettamente a quello tecnico. A tal punto che addiritura le singole fasi di questa storia sono spesso marcate a chiamate secondo i risultati rivoluzionari del progresso tecnologico. Niente rimane come prima dopo la scoperta della ruota. Molte cose cambiano in modo spaventoso (e la scelta di questa parola è tutt´altro che casuale) da quando è stata sviluppata la polvere da sparo. E dopo l´impresa coraggiosissima di Louis Blériot e di tutti quelli che hanno, dopo di lui, sviluppato e perfezionato la macchina chiamata l´aereo, realizzando cosi anche il grande sogno del grande Leonardo da Vinci, le distanze che dividevano i continenti e soprattutto i loro abitanti si sono accorciate in un modo vertiginoso. E si è accelerato perfino il corso stesso della storia, rendendo possibile, grazie a Guglielmo Marconi, la circolazione velocissima delle informazioni. E pensiamo poi al telefono, al cellulare, alla radio e poi alla televisione, ai voli spaziali… e finalmente all´internet. All´internet come lo strumento non solo della comunicazione istantanea, nei tempi reali con qualsiasi presenza attacata alla stessa fonte ma soprattutto come una porta splendida, per molti ancora sull´orlo dell´incredibile, una strada di accesso alla Sapienza, al Sapere, all´Informazione che è ormai diventata una specie della Nuova Divinitá per l´uomo dei nostril tempi.
Sono molte le generazioni degli umani che si possono dichiarare i depositari dei più belli miracoli tecnologici: il volo, la trasmissione del suono, l´utilizzo della grande potenza di vapore, poi la trasmissione delle immagini, poi la trasmissione di quasi tutto, l´arrivo dell´automobile… Ma da questo punto di vista noi forse stiamo vivendo comunque un periodo straordinario, eccezionale e sicuramente unico nella storia dell´Uomo sulla Terra: basta prendere in considerazione tutto quel sviluppo, tutto quel progresso tecnologico che hanno vissuto le generazioni di nostri nonni e di nostri padre. Nell´arco di qualche decennio sono accadute tante cose, sono stati effetuati tanti passi – ed estremamente importanti – sul cammino della specie umana verso il suo futuro. Si ha l´impressione che il passo, il ritmo del progresso si sta accelerando secondo la grandezza dell´impatto delle nuove scoperte. Per capirlo meglio basta forse vedere, ma più con il cuore che con gli occhi, le cose, gli oggetti, gli strumenti che utilizzavano I nostri nonni e bisnonni: il passo in avanti è veramente enorme.
Certo, non sempre l´Uomo era in grado di accettare gli effetti del progresso tecnologico con la chiara consapevolezza della loro utilità. Qualche volta si ribellava, non capiva niente o peggio: li considerava una vera minaccia. Se per esempio i machinari, nelle fabbriche, da una parte rendevano la produzione più comoda, più precisa, più veloce ma anche più pulita e più sicura, dall´altra semplificavano in un modo importante le singole operazioni, le single fasi del ciclo di produzione rendendo inutile una buona parte della mano d´opera. Naturalmente con il risultato che gli operai perdevano il posto di lavoro. Così in Inghilterra, nella metà dell´Ottocento, si è arrivati alla lotta fisica contro i machinari: questo movimento, il luddismo, ha preso il nome da uno dei capi di questa specie di rivolta, Nedd Ludd. E poi c´era da prendere in considerazione anche l´incapacità o meglio l´impossibilità culturale e sociale di capire il progresso: così, per esempio, relata refero, I Pelli Rossa cercavano di catturare nei loro lacci i “cavalli di fuoco”, le locomotive dei primi treni che attraversavano le loro praterie, sotto le “frustate” dell´Uomo bianco. Ma erano, nel cammino del progresso, più che altro I singoli episodi, important, certo, anche dal punto di vista dell´impatto psicologico, ma senza la reale forza di fermare il vero sviluppo, quello che porta sempre il vero progresso.
Gli episodi fra i più inquiettanti e tristi nello stesso momento della storia della specie umana sono quelli marcati dai tentativi dell´uomo (neanche qui la scelta della u minuscola è casuale) di abusare dei frutti del progresso tecnologico con lo scopo di nuocere, di uccidere, di distruggere, di anientare… insomma, di dominare il suo Prossimo, di dettare la legge senza limiti, di usufruire solo lui di tutti i beni e benefici offerti da questo Pianeta. Pensiamo alla forza dell´energia nucleare che potrebbe – l´Uomo volendo – assicurare all´Umanità tante belle cose… E invece…
Una delle responsabilità più importanti, forse vitali dell´Uomo su questo Pianeta è quella di saper gestire bene il progresso, di essere in grado di sfruttare i suoi frutti esclusivamente per il bene di tutti. L´Uomo deve stare attento, oggi più che mai… Perché il progresso non si fermerà e anche se nasce – per il momento! – nel cervello dell´Uomo, potrebbe, una volta, in un solo secondo di disattenzione, voltargli le spalle e andare per la sua propria strada. Micidiale.