Vypracoval: Mgr. Peter Bublavý
L’uomo ha sempre convissuto con la tecnologia, fa parte del suo essere. La tecnologia influenza in modo decisivo il benessere degli individui e della collettività, nonché la capacità di tutte le specie animali di controllare e adattarsi al proprio ambiente naturale. L’utilizzo da parte dell’uomo della tecnologia ha avuto inizio con la conversione delle risorse naturali in strumenti semplici. La preistorica scoperta e controllo del fuoco ha aumentato le fonti disponibili di cibo e l’invenzione della ruota ha aiutato l’uomo a viaggiare in uno spazio sempre più ampio e quindi ovunque. E poi i recenti sviluppi dei media (cioè la stampa, il telefono e l’internet) hanno diminuito le barriere fisiche nel comunicare e ha permesso agli esseri umani di interagire liberamente su scala globale. Tuttavia, non tutta la tecnologia è stata utilizzata per scopi pacifici; lo sviluppo delle armi e della potenza sempre crescente e distruttiva è progredita nel corso della storia: dal bastone alla bomba atomica. E chiaramente la tecnologia non ha impedito le guerre, le violenze, le ingiustizie: le ha anzi rese più acute.
Ma come sarebbe la nostra vita senza tecnologia? Non lo sappiamo? Meno organizzata ma più tranquilla, forse... Nell’era dei personal computer, e del tutto elettronico, appare quasi anacronistico scrivere una lettera a mano, o leggere un libro di sera, senza guardare la televisione. La vita tecnologica condiziona ormai il modo di vivere e, quel che più preoccupa, la condizionerà maggiormente nell’avvenire, fino a trasformare l’uomo in una sorta di robot, non più mosso dai sentimenti ma soltanto da impulsi elettrici. Alcuni scienziati e sociologi affermano con convinzione che proprio la tecnologia consentirà di salvare il pianeta terra dall’autodistruzione, giacché l’affinamento della ricerca si tradurrà nella realizzazione di macchine poco inquinanti, di basso consumo e più efficienti. Ora, è inutile sottolineare l’inattendibilità di un’affermazione del genere, poiché se può essere vero che l’avanzare della tecnologia porta al miglioramento della qualità, è pur vero che, sotto la spinta della pressione demografica, è inevitabile che non si tenga conto del grado di pericolosità delle nuove scoperte, non osteggiate dall’autorità politica a causa delle rilevanti implicazioni sociali che il problema comporta. Anche la scoperta dell’energia nucleare sembrava immune da effetti nocivi, invece poi, come sappiamo, quella innocua scoperta ha partorito la bomba atomica e il disastroso “effetto Chernobyl”.
La tecnologia non è in grado di risolvere alcun problema se a monte non esiste una determinata volontà (sociale o politica). La tecnologia può servire al capitale per aumentare i profitti, ma questo non significa che i cittadini ne trarranno un sicuro beneficio perché la maggior parte dei cittadini oggi è in realtà vittima della tecnologia, in quanto non è più in grado di dominarla. La tecnologia più avanzata viene sfruttata solo dalle grandi industrie. Invece le piccole e le medie si basano di più sullo spirito di sacrificio dei proprietari, sul contenimento dei salari e degli stipendi, sui piccoli sotterfugi.
Il recente sviluppo della tecnologia è avvenuto in maniera convulsa e senza un vero legame con le esigenze della società. Si è giustificato il suo sviluppo dicendo che avrebbe soddisfatto esigenze sociali. In realtà la tecnologia è sempre stata al servizio del grande capitale e quando questo servizio non era subito esplicito, essa non ha avuto lo sviluppo che i tecnici e gli scienziati avevano prospettato.
Occorre dunque chiedersi se abbia ancora senso continuare a sviluppare la tecnologia quando di fatto restano sempre irrisolti i grandi problemi dell’umanità. Ha ancora senso credere che tali problemi possano essere risolti da un ulteriore sviluppo della tecnologia, quando proprio questo sviluppo finirà col creare nuovi problemi ancora più difficili da risolvere?
La tecnologia, in realtà, non serve a nulla, anzi serve solo a procurare guasti sociali e ambientali. I suoi benefici sono ben poca rispetto ai guasti che provoca. Bisogna mettere sul piatto della bilancia entrambe le cose: tecnologia e vantaggi sociali (che devono essere evidenti nel breve periodo). Se lo facessimo ci renderemmo facilmente conto che si stava meglio non quando c’era meno tecnologia, ma quando si dava maggior peso alle questioni sociali.
Se la tecnologia serve nell‘immediato a esigenze sociali, ha un valore e quindi un senso, altrimenti è sempre sospetta e come tale va temuta.
Použitá literatúra:
http://nonsololatino.forumcommunity.net/?t=40798113
http://www.skuola.it/forum/index.php?topic=861.0
http://doc.studenti.it/tema/italiano/rapporto-tecnologia-uomo.html
http://www.meltemieditore.it/Scheda_libro.asp?Codice=Y012