Vypracoval: Mgr. Peter Bublavý


 

Per scegliere una definizione, la natura è l’insieme di tutto ciò che ha esistenza materiale, è l’universo che ha in sé il suo ordine e le sue leggi. La natura è istinto, è pulsione, è il mare, un albero, è il cielo, un tramonto, un terremoto, una tempesta, un’eruzione, è vento, è pioggia. La natura sa essere generosa perché possiede tante risorse, ma sa essere anche sconvolgente perché la stessa natura indomabile è violenta, distrugge con terremoti, maremoti, tempeste, tifoni, esplosioni vulcaniche ecc. E l’uomo cerca di superarla in tutti i modi, fino a cercare di padroneggiarla in ogni modo possibile.


Esiste in realtà un conflitto originario, un contrasto provocato dalla paura, dalla presunta superiorità del genere umano e dalla volontà dell’uomo, appunto, di esercitare il suo pieno dominio sulla natura esterna. Manca il rispetto per gli animali, per le foreste, per il mare, per l’aria stessa che respiriamo ogni giorno lamentandoci di quanto è sporca e inquinata.


Prendiamo la crisi ambientale. Le sue conseguenze sono rilevabili ovunque. Come un’epidemia, l’inquinamento si espande nell’aria che respiriamo, nel terreno che nutre le piante, che a loro volta nutrono noi, e nei vasti oceani, il cui stato di salute è fondamentale per la nostra sopravvivenza. Stiamo cambiando perfino la composizione dell’atmosfera, con conseguenze non completamente conosciute ma che certamente comprendono il riscaldamento del pianeta. Eppure la collettività umana moderna continua a percorrere il sentiero del suicidio, che così tanti dei suoi leader e opinionisti identificano col progresso e la civiltà. Nel frattempo coloro che guidano questo processo si rifugiano nelle incertezze della scienza per poter continuare ad agire a modo loro, motivati così spesso da interessi privati poco lungimiranti.


La crisi ambientale è così grave che per risolverla è necessario andare oltre quanto è stato fatto negli ultimi decenni. Occorre rivedere la nostra comprensione della natura e il senso della nostra umanità e del rapporto uomo – natura. C’è bisogno di un cambiamento radicale del modo in cui viviamo. Paradossalmente questa trasformazione radicale richiede non una nuova scoperta, ma una riscoperta del nostro rapporto con la natura e il recupero dell’armonia fra uomo e natura che è evidente, in larga misura, nella vita delle società tradizionali.


Bisogna prendere atto del fatto che il pianeta, oggi, è quasi al collasso, le foreste non sono più sufficienti e si continua a ridurle, il mare perde di ora in ora importantissime forme di vita e si continua a surriscaldarlo, l’aria è inquinata e si continuano ad emettere gas senza controllo, gli animali, troppe specie animali sono a rischio di estinzione. Le foche, le balene, gli squali, le tartarughe vengono ancora cacciati senza ritegno senza alcuna motivazione plausibile se non quella di guadagnare soldi sulla vendita di olio, pelli o carne non necessaria alla sopravvivenza dell’uomo. Se l’uomo in passato cacciava per sopravvivere, ora lo fa per guadagnare soldi, per indossare un capo di pelliccia, per mangiare una prelibatezza, tutto questo è a dir poco vergognoso e irrispettoso.

 

Ogni uomo ha il dovere morale di rispettare la sua natura e la natura del mondo. Bisogna considerare che le leggi della natura sono indifferenti ai bisogni dell’uomo e sfidarle con caparbietà ed arroganza non sempre giovano, anzi, spesso si ritorcono contro lo stesso uomo. Ogni uomo dovrebbe avere la capacità di fermarsi a pensare e capire che è davvero ora di finirla, perché il mondo, la natura, l’ambiente vanno rispettati, tollerati e aiutati a sopravvivere, perché dalla loro sopravvivenza dipendiamo tutti noi. Insomma, vivere in simbiosi con la natura significa salvare se stessi perché bisogna ammettere che la natura con le sue leggi è il vero detentore della vita e della morte.


 

 

Použitá literatúra:

http://www.controluce.it/giornali/a14n04/16-ambiente-Uomoenatura.htm

http://www.peacelink.it/ecologia/a/7616.html